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Opera spartiacque nel cinema degli anni Novanta, Pulp Fiction ha rivelato al mondo il talento di Quentin Tarantino, già regista del pregevole Le iene e sceneggiatore per Tony Scott (Una vita al massimo) o, in quello stesso memorabile anno, per Oliver Stone (Assassini nati). Tanto la consacrazione a Cannes, dove fu premiato con una meritata Palma d’oro, quanto l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale, da dividere con l’ex amico Roger Avary, poco rendono l’idea dell’influenza avuta da un film fenomeno che è stato in grado di attuare una vera “tarantinizzazione” del modo di raccontare su grande schermo. Con una capacità incomparabile di mescolare alto e basso, generi e loro riscrittura, il regista poco più che trentenne orchestra un capolavoro pop fatto di citazioni e rimandi interni con il fine primo di traghettare lo sguardo in un gioco, di godibilissima fattura, in cui la forma della “digressione” la fa da padrone, dando nuova vita a situazioni cinematografiche ultra classiche.

He lost contact with mates in the last two years of his use. Were my best friends. Now I struggle to make up for lost time.. Filmetto molto furbo e ben congeniato. Sfrutta con sapienza la riuscita accoppiata Gibson Glover del primo film, di cui mantiene fedelmente lo spirito compagnone e scanzonato, il tutto unito ad una trama poliziesca decisamente semplice e ben comprensibile, infarcita di personaggi talmente stereotipati da risultare persino fumettistici a tratti, ma va decisamente bene così, anzi guai a fare il contrario, è proprio questa la forza del film.Non servono particolari sforzi per far funzionare questo onesto sequel che a differenza di quanto avviene spesso con i numeri 2 non fa rimpiangere il primo. Sfrutta con sapienza la riuscita accoppiata Gibson Glover del primo film, di cui mantiene fedelmente lo spirito compagnone e scanzonato, il tutto unito ad una trama poliziesca decisamente semplice e ben comprensibile, infarcita di personaggi talmente stereotipati da risultare persino fumettistici a tratti, ma va decisamente bene così, anzi guai a fare il contrario, è proprio questa la forza del film.Non servono particolari sforzi per far funzionare questo onesto sequel che a differenza di quanto avviene spesso con i numeri 2 non fa rimpiangere il primo.Lo scontato ed ineludibile finale non lascia spazio alla suspense, ma pretendere anche quella sarebbe davvero chiedere troppo.Forse risulta nel complesso un po’ troppo lungo, si potevano tagliare certamente una ventina di minuti qua e là, tuttavia non ci si annoia, il film scorre piacevolmente.

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