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Trova anche il tempo di costruire una famiglia e si sposa con una collega attrice, Angela Morant, da cui avrà due figli. Dopo il primo approccio con il teatro, si dedica alla TV e partecipa ad alcuni film commerciali di poco conto (il suo esordio cinematografico è del 1972 con lo sconosciuto Gli ultimi sei minuti di Michael Tuchner). Dopo aver divorziato dalla prima moglie, nel 1978 sposa Alison Sutcliffe, da cui avrà altri due figli.L’Oscar per l’interpretazione di GandhiIl salto di qualità avviene nel 1982 con il ruolo di Gandhi nel pluripremiato film biografico di Richard Attenborough, con il quale l’artista vince il premio Oscar e il Golden Globe come miglior attore protagonista e il BAFTA.

Sarà poi in una serie di film d’azione che lo rendono visibile ai grandi produttori hollywoodiani, si tratta di High Crimes Crimini di stato (2002) dove appare accanto a Morgan Freeman e Torque Circuiti di fuoco (2004).Il lancio con The AviatorIl vero lancio avverrà però nel 2004 con la parte di Johnny Meyer in The Aviator di Martin Scorsese. Vista la rapida carriera e l’importanza delle produzioni in cui è apparso, Adam Scott pare una promessa per le grandi produzioni hollywoodiane. Il ruolo di Aviator gli spiana infatti la strada per apparire in molteplici pellicole dal grande richiamo come The Matador (2005) con Pierce Brosnan e la commedia Quel mostro di suocera (2005) con Jennifer Lopez.

I propri ricordi si intrecciano con quelli dei nonni e con i miti greci (centrale nella narrazione la figura del Minotauro, vista come quella di un bambino indifeso), culminando in una celebrazione del potere delle Storie. Il protagonista, come ogni scrittore, afflitto da empatia patologica, ossia dalla mania di calarsi nei panni degli altri, dell che ingoia una lumaca cruda e della lumaca che viene ingoiata. Un romanzo in cui si sommano tristezza e umorismo, creando un magnifico impasto..

Nel 2017 sarà il preside della scuola di Classe Z, diretto da Guido Chiesa.Sono passati sei anni da Edda, miniserie dedicata alla figura intraprendente e irrequieta di Edda Ciano. In quel lavoro prodotto dalla Lux Vide e interpretato da Alessandra Martines e Massimo Ghini, si raccontavano gli ultimi anni del fascismo, anni in cui l’indomita figlia di Mussolini servì come crocerossina sui fronti di guerra e lottò strenuamente per salvare la vita al marito Galeazzo, all’epoca Ministro degli Esteri del regime. La storia raccontata da Giorgio Capitani si concludeva con la fine della guerra, la caduta di Mussolini e la morte di Ciano.

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