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Woody entra in contatto con le sue origini (che è l’origine di tutti i giocattoli), cioè il merchandising e vede se stesso rappresentato (attraverso un mezzo tecnologico) dall’antenato dell’animazione cioè il teatro delle marionette. Buzz invece incontra migliaia di altri modelli simili a lui e la sua nemesi. Ma non solo.

Qui incontra Ai (Emi Takei), una ragazza borghese e di sani principi che da piccola ha avuto un grave incidente durante il quale un ragazzo, per salvarle la vita, rimase segnato da una cicatrice sul volto. Si convince che Makoto sia quel ragazzo e decide di aiutarlo nella sua missione. Continua.

Interpretato da Daniel Prévost, uno degli esponenti della comicità tradizionale francese, Les petits ruisseaux ironizza sui pregi e i difetti della terza età. Mile, che ha da poco perso la moglie, si consola con la pesca. Invece il suo miglior amico, con il quale passa le giornate sulle rive della Loira, non ha mai smesso di andare dietro alle donne e quando muore all’improvviso per un attacco cardiaco, Emile eredita la sua fissazione.

Anima malinconica e caratteraccio piuttosto rude, Llewyn è rimasto solo, dopo che l’altra metà del suo duo ha gettato la spugna nel più drastico dei modi, e ha una relazione conflittuale con il successo, condita di ebraici sensi di colpa, purismo artistico e tendenze autodistruttive. Appartiene alla categoria più fragile e più bella dei personaggi usciti dalla mente dei fratelli Coen, come Barton Fink o Larry Gopnik (A serious man), così come il film appare immediatamente come il ritorno ad un progetto più intimo rispetto all’ultimo Il Grinta. E tuttavia A proposito di Davis, nei confini di uno spazio limitato a pochi ambienti (l’unica possibilità di fuga si rivela un altro fallimento) e di una sola settimana di tempo (arrotolata in una circolarità tipicamente coeniana), è una celebrazione dell’arte della musica, ma anche e più che mai del cinema amara e sentita, tutt’altro che contenuta..

Un flm che propone uno sguardo sulle relazioni uomodonna raccontate, per una volta, dal punto di vista maschile. Per sfatare la fallace e consolidata mitologia da rotocalco o da fction del lunedì sera, che mostra donne brillanti, sempre in gamba, autonome e profonde, mentre dipinge i maschi superfciali, infantili, in preda a perenni dubbi esistenziali e crisi di crescita o di invecchiamento. Quattro amici alla soglia dei quaranta affrontano le loro vicissitudini quotidiane con l’altra metà del cielo e si confrontano per cercare, senza grandi speranze, di capire il mondo femminile.

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