Ray Ban – Top Bar – Rb3183 – Noir

La marcia dei pinguini prosegue la sua vivace avanzata lungo i sentieri gioiosi e struggenti del mondo del cinema. Dopo il documentario di Luc Jacquet, il cartoon musicale Happy Feet e gli intriganti pinguini di Madagascar, gli imperatori dell’Antartide scivolano con il loro carico di dedizione e di fedeltà assoluta verso il polo della commedia per famiglie. Ad accoglierli, le braccia larghe e lo spirito fanciullesco di Jim Carrey, che per la prima volta adatta un classico della letteratura per l’infanzia senza il trucco di Lemony Snicket o del Grinch e senza l’inganno del motion capture di A Christmas Carol.

Nato nella stagione 1974’75 sull’onda di un revival degli anni ’50 che stava contaminando produzioni cinematografiche e televisive, il serial doveva da principio raccontare la vita dell’All American boy Richie Cunningham (Ron Howard), ingenuo e goffo studentello della Jefferson High School di Milwaukee, nello stato del Wisconsin. Ma il successo raccolto da un personaggio di “contorno” spinge i produttori ad allargare il campo di ripresa su un’America apparentemente felice, dove non esiste la “guerra fredda” e dove l’omicidio Kennedy non sarebbe mai potuto avvenire. E così, nel giro di poche puntate, l’eroe della serie diventa Arthur Fonzarelli detto Fonzie (Henry Winkler, che per questo ruolo ha vinto due Golden Globes): giubbotto di pelle, duro ma con il cuore d’oro, pollice alzato o verso per decretare l’ok o il diniego, questo meccanico dai modi spicci (soprattutto con le ragazze che gli cadono ai piedi) si rivela essere il “maestro di vita” per Richie, i suoi amici “pivelli” e, un po’, per tutti i telespettatori.

A rimetterli insieme ha pensato ora Kevin Smith (Dogma), un autore irriverente e indipendente che per Jersey Girl non ha puntato sul protagonismo della Lopez.Una ragazzina sgomenta, a fine proiezione, chiede: Ma questo non è lo stesso regista di Clerks, vero? . Domanda legittima, cui risponde la didascalia dei titoli di coda: il film è dedicato al padre di Kevin Smith, scomparso l’anno scorso. Ecco perché il cinico e sfacciato autore di uno dei film manifesto della generazione X (che continua ad avere buon gusto per la scelta del commento musicale: qui si ascoltano Bruce Springsteen, Aimee Mann e The Cure), scrive e dirige una storia zuccherosa e moraleggiante sui rapporti tra padri e figli (e sul contrasto campagn acittà)..

He takes New Testament scholars to task who evolve ‘highly sophisticated ways of getting off the horns of the dilemma posed’ by criteria (a) and (b). What some of these scholars do in dealing with ‘recalcitrant data’ is ‘to show that it comes, not from Jesus himself, but from the later church. The big argument: Does God exist? Twenty four scholars explore how science, archaeology, and philosophy haven’t disproved God.

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