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Certo, forse in 80 minuti è davvero difficile approfondire le psicologie di cinque caratteri (più la “guest star” Ragonese). Forse per la natura della committenza la regia ha prediletto le situazioni più accattivanti e cameratesche, in una ricorsa ravvicinata del passaggio al mondo del lavoro. Come istantanea, Polaroid dai colori accesi, infatti, Fino a qui tutto bene funziona.

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Ma nonostante il suggello posto da Mann, Miami Vice formato panoramico è lontano anni luce dal 4:3 televisivo. Nessuna indulgenza al vintage e nessun tentativo di riabilitazione nostalgica degli anni Ottanta. Solo l’idea di due detective abili a lavorare sotto copertura ed una compilation dei più noti pezzi musicali a definire il ritmo di montaggio da videoclip funzionano da ponte fra il film e la serie tv.

Dopo dei cortometraggi, firma la trasposizione cinematografica di una piece teatrale nella quale aveva lavorato: Piccoli omicidi (1971) con Elliott Gould, Vincent Gardenia, Doris Roberts e Donald Sutherland. Ma non sarà la sua unica esperienza dietro la macchina da presa, avremo infatti Quella pazza famiglia Fikus (1977). Dopo aver ereditato il ruolo dell’ispettore Jacques Clouseau ne L’infallibile Ispettore Clouseau (1968), recita in Papà.

L francese non avr forse, la verve vista in altre occasioni, ma lo sguardo incerto e l barcollante di chi si vede il mondo crollargli attorno mi sembrata sufficientemente realistica. La storia morbosa che fa da traino ha un non so che di gi visto, ma va detto che al Cinema non possono esserci milioni di storie diverse, prima o poi inevitabile una riproposizione, per quanto involontaria. La bella Anna Mouglalis (alias Mila, o per meglio dire Ewa, ma non voglio addentrarmi troppo nelle strette maglie di una trama piuttosto ardita) certamente propedeutica all ed anche, visto che trattasi di modella, molto ben vestita; stesso discorso per il rampollo di famiglia, per il quale stato giustamente scelto un attore di second che lascia un ricordo molto labile.

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