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Una leggera inflessione della carriera con l’età era inevitabile, ma questo non ha fermato Shirley MacLaine che, di fatto, è un’attrice epocale. Resta saldamente ancorata a Hollywood, come una delle sue stelle più luminose e lungimiranti, che nonostante la classe 1934, graffia di gran vitalità teatro, cinema e televisione. Senza dubbio il cinema d’impegno è gratificante, ma come fa la commedia questa signora del cinema non la fa nessuno.Chiamata così in onore dell’attrice bambina prodigio Shirley Temple, Shirley MacLean Beaty nasce a Richmond, in Virginia, figlia di un professore di psicologia e amministratore di una scuola pubblica e di un’insegnante di recitazione e danza canadese.

Non vivo a Bari da molti anni, ma sono nata qui, e sono qui di passaggio, e come molti baresi, di questo G7 che si è appena concluso so dirvi solo che era il G7 delle Finanze. Nessuno di noi, qui, saprebbe dirvi i nomi dei sette ministri, e neppure dei loro sette paesi: però possiamo snocciolarvi una a una le strade in cui era vietato entrare, quelle in cui era vietato parcheggiare, le differenze per pedoni, bici, auto. Mezzi pubblici.

Allora valeva un storia semplice, un unico segmento. Adesso ci sono almeno altre tre o quattro costole. Parlano, parlano, spiegano. Non delude le aspettative ne Le relazioni pericolose (1988) diretto da Stephen Frears, dov’è la timida Cecile de Volanges, e si confronta poi con il genere surreale di Terry Gilliam ne Le avventure del barone di Mnchausen (1989).La cowgirl di Gus Van SantCon l’inizio degli anni Novanta cominciano ad arrivare altre buone proposte professionali: dopo la piccola commedia Dalla parte del cuore (1990), prende parte allo scandaloso Henry June (1990), dove si mette alla prova in bollenti scene di sesso che abbondano in tutto il film. La recitazione spontanea e naturale dell’attrice spicca su quelle più contenute dei colleghi Maria de Medeiros e Fred Ward, tanto che viene scelta per la parte di una moderna e coraggiosa Marian in Robin Hood La leggenda (1991) di John Irvin, film un po’ sfortunato distribuito solo in videocassetta. Seguono alcuni film di scarso successo (Gli occhi del delitto, Analisi finale e Lo sbirro, il boss e la bionda, quest’ultimo a fianco di Robert De Niro, con il quale ha avuto un flirt, e Bill Murray) che però preparano la strada alla svolta che la attenderà poco dopo.

Bello e ironico, a tratti buffo, a momenti duro e imperscrutabile. I personaggi televisivi di Giampaolo Morelli spaziano dall’uomo misterioso e affascinante a quello ridicolo, ai limiti del cabaret. Un attore eclettico e ipnotico che ha conquistato definitivamente il pubblico con l’interpretazione de L’ispettore Coliandro dei Manetti Bros.Nato e cresciuto a Napoli, comincia a studiare psicologia all’università partenopea ma presto abbandona la condizione da studente per tentare la carriera d’attore.

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