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L’universo femminile che già in precedenza era al centro delle storie del regista, qui diventa il protagonista della decadenza borghese, immagine riflessa dell’impotenza maschile e schermo delle sue debolezze.Il grido (1957) segna una svolta nel cinema di Antonioni. Il tipo di ricerca delle opere precedenti viene mantenuto, ma utilizzato attraverso un personaggio di diversa estrazione: il protagonista, che vaga nel paesaggio piatto della Padania per tornare poi al punto di partenza dove si toglierà la vita, è un operaio che non si adagia sulla sua crisi, ma cerca, senza trovarla, una via d’uscita. Il suo dissidio, la sua crisi esistenziale davanti ad una realtà che muta in senso industriale, colpisce qualsiasi individuo, anche se genera differenti reazioni a seconda delle singole personalità.

“Quante banalit per giustificare le balle sui migranti e farvi sentire a posto con la coscienza. Quante banalit per non dire di essere diventato nulla di pi e nulla di meno che stampella di Salvini”. Attacco frontale di Roberto Saviano ad Alessandro Di Battista.

In quarant’anni di carriera, non ha mai conosciuto un declino, nemmeno ora che gli anni sono aumentati, anzi! La sua interpretazione in Matrimoni (1998) di Cristina Comencini è più fresca che mai, e che dire del ruolo della madre in crisi sentimentale e psicologica de L’ultimo bacio (2001) di Gabriele Muccino, che le ha fatto guadagnare a furor di popolo gli ennesimi David e Nastri d’argento per la migliore attrice non protagonista, replicati l’anno successivo con il drammatico Hijos Figli (2001) di Marco Bechis?L’esordio alla regia e i film recentiDopo l’ennesima riconferma sotto l’ala di Ozpetek in Un giorno perfetto (2008) e dopo le partecipazioni aQuestione di cuore (2008) e Meno male che ci sei (2009), la Sandrelli decide che il momento del gran salto è giunto: nel 2009 si cimenta nella regia con Christine, pellicola biografica sulla vita della poetessa Cristina da Pizzano, nella quale dirige la figlia Amanda nella parte della protagonista. Nello stesso anno d’esordio dietro alla cinepresa la Sandrelli non manca di tenersi in allenamento come interprete in Ce n’è per tutti di Luciano Melchionna. Del 2010 sono invece le sue straordinarie partecipazioni, nel ruolo di madre, in La prima cosa bella (che le fa vincere un Nastro d’Argento) di Paolo Virzì e La donna della mia vita di Luca Lucini.

Rosa è una madre single e un’abile parrucchiera che lavora nel salone di Patrizia e Lello. Peccato che Lello le abbia messo gli occhi addosso e, senza curarsi della legittima consorte, faccia di tutto per mettere addosso a Rosa anche le mani. Il risultato è che la giovane parrucchiera si licenzia, e Patrizia, che pure le ha voluto bene come una madre, l’accusa di essere stata lei a tentare suo marito.

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