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La sensazione è di essere arrivati nel bel mezzo di un racconto già avviato, nella ricomposizione della notte brava risiede allora l’interesse e l’attrattiva del film, che fa continuamente riferimento ad avvenimenti dei quali non si sa nulla ma che non mancheranno di essere chiariti. A risolvere mistero e “crisi” sono tre attori straordinari, Bradley Cooper, Ed Helms e Zach Galifianakis, che disquisiscono di amicizia senza tirare in ballo scelte esistenziali o travagli interiori. Non si tratta però, attenzione, di irriducibili votati all’autodistruzione.

Gitai alle prese con un soggetto di vergognosa attualità, trova un difficile equilibrio tra la sua produzione strettamente documentaristica e quella di finzione. Promised land apre uno squarcio sul traffico di prostitute bianche che imperversa in medioriente, raccontando la storia (finta) di otto donne dell’Est che vengono fatte passare attraverso il deserto del Sinai e vendute all’asta come bestie, passando per abusi di ogni genere. Gitai sembra consapevole di avere per le mani una storia terribile e decide di lasciare impresso il marchio del degrado piuttosto che perdersi in divagazioni della trama.

L’esito è divertente, sebbene un po’ pacchiano e molto a buon mercato. Ma pare che Walsh abbia proprio un conto aperto con Babbo Natale, o non si potrebbe spiegare la sua partecipazione dell’anno successivo in un altro film che ricrea l’atmosfera festiva e largamente commerciale dei precedenti: è il caso di Christmas with the Kranks per la regia di Joe Roth, l’ennesima pellicola che non aggiunge e non toglie nulla agli stereotipi e ai luoghi comuni del cinema americano di serie B.Seguono nuove collaborazioni con Phillips, che lo vuole in Starsky Hutch (2004), versione parodistica e non proprio riuscita della celebre serie TV del 1975; School for Scoundrels (2006), la storia del timidissimo Roger che si affida alla truffaldina “scuola” del dottor P; The Hangover (2009), sulle disavventure di tre testimoni di nozze e Due Date (2010), con cui il regista ritorna alla primigenia passione per il road movie.Il felice connubio tra improvvisazione e mumblecoreMa il 2010 è anche l’anno in cui Walsh si fa dirigere dai Duplass Bros in Cyrus, commedia drammatica e psicologica che mette in discussione i tradizionali ruoli sociali di padre e figlio, e che diventa un’ottima occasione per l’allievo di Del Close di mettere a punto le sue qualità interpretative, sposando le doti d’improvvisazione apprese all’ImprovOlympic con l’esuberante stile del mumblecore, che prevede tra i suoi punti di forza proprio la fantasia e la libertà consentita all’abilità degli interpreti. Negli anni successivi sarà in numerose commedie come Ted (2012) di Seth MacFarlane, Ghostbusters 3D di Paul Feig, La festa prima delle feste e Le spie della porta accanto (2016).Con Richard Armitage, Sarah Wayne Callies, Matt Walsh, Alycia Debnam Carey, Arlen Escarpeta.continua Max Deacon, Nathan Kress, Jeremy Sumpter, Kyle Davis, Jon Reep, Scott Lawrence, Stephanie Koenig, Kim Adams, London Elise Moore, Michael Ellison, Brandon Ruiter, Chris Bellant, James Feaheny, Ralph A.

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