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Contemporaneamente si fa conoscere anche dal pubblico televisivo, grazie alla partecipazione alla serie The Mallens (1980), dov’è Barbara Mallen, una dei tanti figli illegittimi del proprietario terriero Thomas, maschilista e burbero padre di una famiglia smisurata. Il telefilm diventa molto popolare sulla scia del successo letterario dei romanzi omonimi di Catherine Cookson, di cui il programma ripercorre le vicende. Negli anni successivi continua la partecipazione nel mondo del piccolo schermo: la vediamo nella serie Maybury (1981), nel film tv Antigone (1984), tratto dalla tragedia di Sofocle, e nel biografico La storia della vita L’elica immortale (1987), dove interpreta una dei 4 biochimici che scoprirono l’esistenza del DNA.Prime grandi occasioni al cinemaLa prima interessante occasione per debuttare al cinema arriva dall’incontro con Peter Greenaway, che la vuole nel grottesco Giochi nell’acqua (1988), dove tre donne di diversa età decidono di ammazzare ‘dolcemente’ il proprio marito, con la complicità di un pretore che fa passare gli omicidi per incidenti; una commedia nera e controcorrente che mette in luce le doti istrioniche della Stevenson.

Reprinted from 1922 edition. Language: eng. NO changes have been made to the original text. Il suo stile, confacendosi a questa scelta, è sempre a rischio di risultare didascalico o pomposo e inutilmente magniloquente, ma Joffé da buon inglese sa cos’è la misura e sa piuttosto bene evitare i rischi, destinati a essere amorali in un cinema come il suo, della confezione patinata (si veda la fotografia di Chris Menges insignita di Oscar, non a caso o si senta la colonna sonora di Morricone per il film del 1986); di fatto, inoltre, è un ottimo direttore di attori, eredità forse dei primi lavori televisivi.In ogni caso, un cinema pensato in tale maniera, più di produzione (il suo sodale di questi anni è David Puttnam) che di cuore o di regia anche se potrebbe non darlo a vedere, attrae presto gli onori della critica e, di conseguenza, del pubblico e Joffé riceve per entrambi i suoi primi due film una nomination agli Oscar come Miglior Regista. Tuttavia una parabola di ascesa troppo immediata: al di là di tutti i premi e di tutti gli onori ricevuti, Roland Joffé è regista meno intenso di quel che è sembrato dare a vedere e la sua carriera lo dimostra presto. Il declino è anche produttivo, oltre che creativo: come produttore, nel 1993 fallisce il colpo di Super Mario Bros., adattamento in anticipo sui tempi di un popolare videogioco della Nintendo, mentre come autore lo si aspetta al varco di nuove opere, ma sia La città della gioia (1992) sia soprattutto La lettera scarlatta (1995) rivelano cattivo gusto e facile pedagogia.

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